Fotografo matrimoni dal 1996 e, in questo lasso di tempo, ho assistito alle più importanti evoluzioni della fotografia senza mai lasciarmi fermare dalla nostalgia. Mi piace scoprire, esplorare e conoscere, e questo mi consente di stare sempre al passo con la tecnologia e le tendenze: non sono mai soddisfatto.
La fotografia di matrimonio ha subito, nel tempo, importanti trasformazioni. L’interpretazione estetica, ma anche l’approccio emotivo, si sono progressivamente modificati, ponendo sempre più al centro dell’attenzione l’evento, le persone, il contesto e gli sposi stessi, rispetto al fotografo.
Fino a qualche anno fa si dava fin troppo credito al fotografo e molto accadeva in funzione della fotografia. I tempi necessari per scattare erano più lunghi, si rimaneva maggiormente in posa, si doveva cambiare la pellicola e si utilizzavano esposimetri esterni e flash. Anche culturalmente, farsi fotografare aveva una valenza diversa: si richiedevano fotografie in posa, ritratti e foto di gruppo con la famiglia, magari nella casa dei genitori, davanti a un cassettone d’epoca.
Oggi, per fortuna, il matrimonio ha assunto un valore diverso. Gli sposi vogliono divertirsi e desiderano che anche i propri ospiti facciano lo stesso, oltre a emozionarsi e vivere la consacrazione della loro unione nella sua forma più intima, ma al tempo stesso condivisa e destinata a rimanere per sempre attraverso le immagini.
Per questo anche la fotografia di matrimonio si è evoluta, seguendo queste caratteristiche ed esigenze e ponendo se stessa e il fotografo in secondo piano rispetto all’evento, pur affidandogli il compito fondamentale di raccontare la storia del matrimonio e, spesso, quella della coppia stessa.
Siamo diventati narratori per immagini, non soltanto di un evento, ma di una piccola porzione di vita fatta di affetti, attesa, emozione, commozione e gioia. La fotografia di matrimonio è oggi chiamata a descrivere il carattere della coppia e le relazioni che gli sposi hanno tra loro e con il mondo che li circonda. Perciò è importante stabilire con loro un rapporto di fiducia e conoscenza, che ci consenta di vivere quei momenti senza percepire la reciproca presenza come un disagio.
Non posso dire di essere un “fotogiornalista” di matrimonio puro — pochi al mondo possono farlo — ma cerco sempre di essere il più discreto possibile, soprattutto nei momenti più importanti e intimi, nei quali la priorità fondamentale è ciò che sta accadendo.
Metto inoltre a disposizione la mia esperienza per aiutare la coppia nella gestione dei tempi e della luce, affinché la mia visione fotografica possa esserle utile. Mi piace però anche pensare di poter dedicare una parte del servizio fotografico alla coppia, progettando insieme, d’accordo con gli sposi, alcuni scatti più posati e intimi nei luoghi migliori e con la luce più bella.
L’idea è sempre quella di non condizionare gli eventi, ma di lasciarli svolgere così come sono stati immaginati e seguirli, raccontando con il mio stile, ma rispettandone l’essenza, questa splendida storia.